Stefano e Francesco sono insieme da sempre. Io, Stefano e Francesco è come se lo fossimo. Per esempio, io e Ste eravamo assieme quando scoprii che la mia zita storica mi aveva messo le corna. Io e Fra eravamo nella stessa camera mentre io rischiavo la vita tagliando dei cavi elettrici senza aver staccato la corrente e quel bastardo, ridendo dietro la telecamera, mi riprendeva con le forbici squagliate in mano e con la faccia del miracolato. Ste e Fra invece erano assieme già da quando facevano venire l’acetone al povero cugino Isidoro, costringendolo a bere 150 bicchieri d’acqua. Io e Ste, poi, eravamo assieme in Portogallo; Ste e Fra a Salamanca; io e Fra sull’Eurostar per Alessandria mentre andavamo a trovare Ste nella sua nuova casa. Che poi eravamo tutti e tre insieme anche prima di partire per Coimbra, quando Doc, forte dei due Erasmus sul groppone, consigliò saggio: “Ragazzi, passerete lì un anno. Non vi bruciate subito”. Peccato che Doc non ci fosse quando, dopo soli tre giorni di terra lusitana, io e Ste tornavamo a casa barcollando, ubriachi persi, dopo che Ste aveva vomitato l’anima nella piazza principale della città. Fra e Ste vivevano insieme in Sicilia; io e Ste in Rua do Cabido; Ste e Fra anche al collegio del Gemelli quando trovarono il numero di telefono del Grande Vegezio. Da allora, tutti e tre sotto lo stesso tetto. A volte anche sotto la stessa tetta. Perché io e Ste siamo stati a letto con la stessa donna qualche volta, anche se non contemporaneamente. Doc mai, però ha sempre saputo in tempo utile il curriculum vitae di tutte le donne che erano state a letto con noi. Io facevo finta di dormire mentre Ste faceva roba con Telma. Ste faceva finta di dormire mentre io facevo roba con Alicia. Doc si limitava a entrare nelle nostre stanze senza bussare, sempre convinto che fossimo soli e trovandosi spesso di fronte improbabili scenari. Che poi le prime persone che facemmo entrare a casa io e Ste furono due tedesche, la prima persona che portò Doc fu un prete, don Marco. E questo la dice lunga. Però Doc si riscattava con il torneo di rutti appena svegli: campione indiscusso per sei anni consecutivi. Io e Ste prendevamo la nostra rivincita purgandolo a Pro Evolution, nonostante la sua snervante ragnatela di passaggi inutili in orizzontale sulla metà campo. E, tra i momenti storici veri, Fra e Ste erano insieme ai tempi di “tapame”; io e Fra mentre Ste scopriva la passione per le tardone; io e Ste, quando Doc usciva di casa molto più 3MSC di Federico Moccia per andare a beccare la sua Ste.
Tutto questo per dire che io, Stefano e Francesco eravamo insieme anche poco fa, in una buia sala d’attesa del Gemelli, a mangiare le pizzette fredde “der Caccola”. Sempre uguali, in culo agli undici anni in più. Distrutti e normalmente sereni. In apnea dentro un silenzio irreale. In un vuoto d’audio riempito da qualche parola occasionale e dalla consapevolezza che tra di noi c’erano tre persone che provavano – in ordine sparso – la strana sensazione di sentirsi papà, zio e zio acquisito.
E’ la prima cosa pseudo-seria che scrivo da quando ho aperto il blog. Ma per l’arrivo di Anna uno strappo potevo pure farlo. O no?