Beh, nelle ultime ore è successo qualcosa di davvero clamoroso, è inutile che stia qui a parlarne. D’altra parte quando ci sono in giro personaggi di questo spessore non è che puoi aspettarti molto altro. La verità è che uno pensa che al peggio non ci sia mai fine, però poi deve sempre ricredersi. Insomma, per uno che ha idee simili alle mie, oggi è un giorno di merda perché, più o meno intorno alle 20, mentre succedevano cose di poco conto tipo la caduta del governo, su uno schermo di una sala del cinema Adriano di Roma passavano i titoli di coda del film di Federico Moccia.
Ora accogliere con un sorriso benevolo l’esordio alla regia di Moccia dopo aver già dovuto mandare giù i suoi libri è un po’ come accettare con lo stesso sorriso che Rocco Siffredi, oltre alle fighe assurde che si ciulla per professione, inizi a trombarsi anche tua madre, tua sorella e ogni componente femminile della tua famiglia. Che io ci provo a non parlarne, ma proprio non ce la faccio. Così ho deciso di fare come Beppe Grillo, rubando la celebre campagna “Boicotta Esso e Shell”, che per l’occasione diventa:
BOICOTTA MOCCIA
Anche se non vai al cinema dai tempi dell’Istituto Luce e se sei analfabeta e dunque inabilitato alla lettura, per favore fai circolare il messaggio agli amici.
Diamoci da fare... Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti di Federico Moccia. Si sente dire che dopo i libri e i film la sua attività creativa si estenderà anche alla poesia, alla musica, al teatro sperimentale, al cabaret, alle arti figurative tutte, alla medicina, alla cucina, al bricolage, al decoupage, alla veterinaria applicata e alla metempsicosi.
La presenza di Moccia aumenterà fino a saturare il mondo della comunicazione.
UNITI possiamo fermarlo, muovendoci insieme, in modo intelligente.
Ecco come: La parola d'ordine è "colpire il portafoglio dei cinema che NON trasmettono i suoi film". I proprietari dei cinema ci hanno fatto sempre credere che un prezzo che varia tra 6 e 7 euro al biglietto sia un buon prezzo, anche per un film di Moccia, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro è circa la metà. Meno della metà se parliamo di un film del pelatone. Cinefili e cinofili possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo. La proposta è che, da qui alla fine dell'anno, nessuno vada più a vedere – che so? – un film di Quentin Tarantino. Il gestore della sala che non si dà pace per l’imprevisto flop del caro vecchio Quentin sarà obbligato a calare i prezzi. A quel punto, con il biglietto a un euro, anche i più convinti denigratori di Tarantino decideranno di affollare le sale. Se l’Adriano, ad esempio, cala i prezzi di Tarantino, tutte le altre sale dovranno fare altrettanto. Lo stesso Adriano dovrà adeguarsi per evitare che nella sala di Moccia ci siano dieci persone, tra cui Babi e Step, e che nella sala di Tarantino siano accatastati 2673 spettatori. A quel punto calerà il prezzo anche del film di Moccia. Per evitare però che la gente, a quel punto, cominci ad andare a vedere anche “Scusa ma ti chiamo amore” bisognerà agire su più fronti nella prima fase. Come fare? Facile. Nelle sale di Tarantino stracolme, tra il primo e il secondo tempo, verrà proiettato un video di un attivista anti-Moccia che racconta per filo e per segno la trama della pellicola, concentrandosi ovviamente sul finale, rigorosamente svelato. Così si scoraggiano gli esseri pensanti che non hanno letto il libro. Poi, però, l’attivista racconterà anche una serie di sventure capitate a suoi amici immaginari a causa delle turbolenze dei fan di Moccia. Dirà di quel ragazzo investito dalla moto del fan che si credeva Step e che è entrato nella sala dell’Adriano impennando. Racconterà della ragazza rimasta sei notti e sette giorni chiusa nel bagno del cinema a causa dei lucchetti che i fan avevano attaccato dietro la porta del cesso. Ricorderà la ragazza affogata nel Tevere dopo essere precipitata da Ponte Milvio a causa del peso degli orsi di peluche attaccati allo zaino. Insomma, anche i fan del Moccia più accaniti dovrebbero sentirsi a questo punto sufficientemente demotivati. A quel punto si potranno rialzare i prezzi di Tarantino, tanto il film del pelatone se lo andranno a vedere solo Cristiana Capotondi e le sue amiche. Si può fare, dunque, solo che per farcela dobbiamo essere milioni di non clienti dell’Adriano in tutto il mondo. Il che verrà facile a uno che vive a Sydney, meno a chi abita a Piazza Cavour. Questo messaggio è stato inviato a una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a...diciamo una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a 3000, e così via. Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla.... settima "generazione", avremo raggiunto e informato trenta milioni di potenziali spettatori.
Chi ti Moccia, ti spegne: digli di smettere.
PS: peraltro Moccia picchia i bambini, si scaccola in macchina e attacca i suoi prodotti sotto il sedile del passeggero, aiuta le vecchiette ad attraversare ma le lascia a metà della carreggiata, racconta i finali dei film e dei libri ai suoi amici, quando sta con la sua ragazza fa commenti pesanti sulle altre donne, rutta durante i pasti anche ai pranzi di lavoro, lancia i petardi allo stadio, ride quando vede in tv le immagini dello tsunami, si mangia le unghie dei piedi e non compra un cd originale da un decina d'anni. Fate voi.