author: tantecarecose @ 13:56
category: la mia parte intollerante, anima animale, questa cosa secondo me
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Ragionando sui massimi sistemi, sono arrivato a una certezza: è giusto che il panda si estingua. Per tutta una serie di motivi. Da quando è stato messo sullo stemma del Wwf, infatti, il panda ha assunto consapevolmente questo atteggiamento spocchioso che risulta quantomeno poco costruttivo in questi tempi di dialogo politico e di sinergia tra le parti. Quando un panda si sveglia la mattina sa che l’opinione pubblica è dalla sua parte e si regola di conseguenza. Per dire: un panda può pensare di starsene senza fare un cazzo per tutto il giorno, tanto sa che la stima della gente nei suoi confronti non calerà. Perciò questo enorme animale bicolore, diciamolo, alle cronache mondane non regala davvero nulla. Mai una toccante storia alla Knut, mai un salvataggio di un bambino come i cani-eroi di “Studio aperto”, mai un episodio piccante come le porno-scimmie che seducono i maschi promettendo delle semplici spidocchiate della schiena. Anzi, proprio su quest’ultimo punto, il panda si distingue per indolenza. Le uniche notizie mondane su di lui riguardano i suoi problemi di accoppiamento. Voci non proprio edificanti che però il panda affronta con naturalezza, sempre perché la gente è pronta a giustificare ogni sua azione e ogni sua stasi con lo stress derivante dai problemi di estinzione. Eppure, quando le mie prestazioni sessuali sono calate e la mia fidanzata mi ha lasciato, non mi sembra di aver visto panda sotto casa mia che provassero a fermarla, spiegandole che lo stress lavorativo può portare anche a questo. C’è insomma questo egoismo di base che rende il panda un animale davvero odioso. Ma affrontiamo nel dettaglio una serie di temi che giustificano l’estinzione del panda.
1) Prima di tutto c’è una motivazione stilistica: l’accostamento bianco-nero fa decisamente retrò. Motivo per cui il panda era di grande attualità negli Anni ’50/’60, mentre adesso è ricoperto da un velo di nostalgia per i bei tempi andati. Potrebbe farsi lo stesso discorso per la zebra – in particolare per quella a pois – ma si dà il caso che lo zebrato, insieme al leopardato e affini, in certi ambienti, abbia ancora un gran numero di estimatori.
2) Secondo punto: non puoi scatenare un casino internazionale sulla tua estinzione se poi non c’hai voglia di fare sesso e di moltiplicarti. Non è che ogni giorno vengono abbattuti migliaia di panda e le povere bestie residue non tengono il passo della riproduzione. L’ultimo panda è stato rottamato dopo la legge Euro 0 e se, da allora, la specie non si è rimpolpata, è evidente che ci siano dei limiti ormonali. Molti studiosi sottolineano una spiccata tendenza del panda all’autoerotismo – ipotesi questa che sarebbe avvalorata dalle vistose occhiaie nere e dall'evoluzione della mano che ha portato l'animale ad avere sei dita – ma mancano al riguardo prove certe.
3) Visto che si è tirata in ballo la rottamazione. Il panda è stato in grado di non evolversi anche nei suoi significati traslati. La Panda ha attraversato 23 anni di storia italiana rimanendo sempre uguale e ce ne ha messi altri cinque per trasformarsi appena in una monovolume. In un periodo appena più lungo, un giaguaro – per dire – ha messo in piedi addirittura un’azienda intera, che peraltro fabbrica auto di lusso.
4) I panda sono tutti nelle riserve. Non si hanno notizie di panda titolari.
5) Panda era anche uno dei personaggi con cui era più difficile finire Tekken 3. Di contro, l’uomo che ha ideato il videogioco, regalando al mondo l’opportunità di sfogarsi sul panda, andrebbe inserito nel novero dei più grandi geni di tutti i tempi.
6) Nella letteratura e nel cinema non c’è un panda degno di nota. Hanno fatto film su cani e gatti, su cavalli e maiali. Chuck Norris ha persino regalato la notorietà all’armadillo a nove fasce. Bradipi e mammuth spopolano nei film animati e gli asini nella favole di Fedro, un autore romano divenuto noto grazie al Grande Fratello. Ma dei panda non c’è traccia.
7) Il panda compare sulle monete cinesi e i personaggi che compaiono sulle monete, nella norma, sono morti.
1) Prima di tutto c’è una motivazione stilistica: l’accostamento bianco-nero fa decisamente retrò. Motivo per cui il panda era di grande attualità negli Anni ’50/’60, mentre adesso è ricoperto da un velo di nostalgia per i bei tempi andati. Potrebbe farsi lo stesso discorso per la zebra – in particolare per quella a pois – ma si dà il caso che lo zebrato, insieme al leopardato e affini, in certi ambienti, abbia ancora un gran numero di estimatori.
2) Secondo punto: non puoi scatenare un casino internazionale sulla tua estinzione se poi non c’hai voglia di fare sesso e di moltiplicarti. Non è che ogni giorno vengono abbattuti migliaia di panda e le povere bestie residue non tengono il passo della riproduzione. L’ultimo panda è stato rottamato dopo la legge Euro 0 e se, da allora, la specie non si è rimpolpata, è evidente che ci siano dei limiti ormonali. Molti studiosi sottolineano una spiccata tendenza del panda all’autoerotismo – ipotesi questa che sarebbe avvalorata dalle vistose occhiaie nere e dall'evoluzione della mano che ha portato l'animale ad avere sei dita – ma mancano al riguardo prove certe.
3) Visto che si è tirata in ballo la rottamazione. Il panda è stato in grado di non evolversi anche nei suoi significati traslati. La Panda ha attraversato 23 anni di storia italiana rimanendo sempre uguale e ce ne ha messi altri cinque per trasformarsi appena in una monovolume. In un periodo appena più lungo, un giaguaro – per dire – ha messo in piedi addirittura un’azienda intera, che peraltro fabbrica auto di lusso.
4) I panda sono tutti nelle riserve. Non si hanno notizie di panda titolari.
5) Panda era anche uno dei personaggi con cui era più difficile finire Tekken 3. Di contro, l’uomo che ha ideato il videogioco, regalando al mondo l’opportunità di sfogarsi sul panda, andrebbe inserito nel novero dei più grandi geni di tutti i tempi.
6) Nella letteratura e nel cinema non c’è un panda degno di nota. Hanno fatto film su cani e gatti, su cavalli e maiali. Chuck Norris ha persino regalato la notorietà all’armadillo a nove fasce. Bradipi e mammuth spopolano nei film animati e gli asini nella favole di Fedro, un autore romano divenuto noto grazie al Grande Fratello. Ma dei panda non c’è traccia.
7) Il panda compare sulle monete cinesi e i personaggi che compaiono sulle monete, nella norma, sono morti.





