author: tantecarecose @ 03:29
category: geni del male, tuttologo per ignoranti, anima animale, epica e mitologia
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E' tutto perfetto. Il buio di una qualsiasi sera dicembrina interrotto dalle luci della Roma natalizia. Le strade sgombre del cinquantunesimo giovedì dell’anno. Gelido, peraltro. Il freddo cane che all’interno della acid–mobile intuisco appena dallo sterzo ghiacciato che si riscalda un po’ alla volta. I bocchettoni dell’aria però alitano nell’abitacolo una clima da Tropico del Capricorno, mentre un pezzo r’n’b mi scalda le arterie e accompagna la macchina che accondiscende le curve del Muro torto. Sto bene e non so perché, giudicando la mia vita appena da 5,5. Zeppo di una calma che credo di aver provato prima solo immerso nelle pozze di acqua termale di Cura di Vetralla, con la pressione ai minimi storici. E’ tutto sin troppo perfetto perché io possa evitare di riflettere approfonditamente sull’unica considerazione che ignoro per quale motivo mi sia venuta in mente proprio in questo momento.
Ma a che cazzo servivano le braccia al Tyrannosaurus rex? Film, libri, documentari: qualcuno ha mai visto il T-Rex usarle?
E non avrebbe potuto essere altrimenti. Cioè, parliamo di animali che potevano raggiungere i 12/13 metri di lunghezza e che avevano ‘ste due appendici anteriori lunghe appena un metro. Cento inutili centimetri per parte che intanto rendevano vane, viste le proporzioni, una lunga serie di attività quotidiane come grattarsi la schiena, allacciarsi le scarpe, tagliarsi le unghie dei piedi, mettersi il gel nei capelli, rullare una sigaretta, scaccolarsi e farsi le pippe. Viene da pensare che le usasse per mangiare. Errato. Primo: queste bestie erano troppo più alte di uomini e di gran parte degli esseri coetanei, nel senso di abitanti del Cretaceo superiore. Il che significa che il T-Rex, pur chinandosi come neanche Ilona Staller avrebbe saputo fare, non sarebbe arrivato nemmeno a raccogliere l’eventuale preda. Secondo: nel fortuito caso di successo, magari per prede più voluminose, in ogni caso non sarebbe riuscito a portarle alla bocca a causa della giuntura del gomito e della spalla che gli consentivano movimenti in un arco di non più di 40/45°. Quindi corte e pure costruite male: una tragedia. Con l’inclinazione di 45° non poteva neanche fare il gesto dell’ombrello che richiede un’angolazione prossima ai 90°. Non poteva neanche applaudire, perché ‘sti benedetti arti anteriori erano troppo rigidi e pure troppo distanti tra loro. E poi nel Cretaceo superiore, a differenza di quello inferiore, c'era ben poco da applaudire. Insomma: lungo tutto il Muro torto ho pensato che l’unica cosa a cui potessero servire quelle braccia era fare le matasse di lana. Però non esisteva la lana, quindi era impossibile anche questa ipotesi. Non riuscivo a darmi pace. Se le teorie evoluzionistiche vogliono gli esseri viventi adattarsi all’ambiente, perché quelle braccia non sparivano? Perché il T-Rex si ostinava a mantenerle? Non potevo resistere all’interrogare Wikipedia per scoprirlo.
“È invece possibile che il T-Rex usasse gli arti per tenere fermo il partner durante la copula (Osborn, 1906)”.
E poi non venite a dirmi che nella vita non si fa ogni cosa con il fine di copulare come i dannati.





