author: tantecarecose @ 22:45
category: la mia parte intollerante, laif is nau, geni del male, tuttologo per ignoranti, agenti e reagenti, amare considerazioni, questa cosa secondo me
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Che quando Padoa-Schioppa ha detto “fuori di casa i bamboccioni” io ero pure mezzo d’accordo. Nel senso: se avesse detto “tutti i trentenni sono dei bamboccioni del cazzo e meriterebbero i lavori forzati” mi sarei pure risentito, obiettando che molti trentenni i lavori forzati li fanno già. Ma non avendo dato del “bamboccione” a ogni trentenne esistente, io mi rifugio nelle consapevolezze di stare tra i non bamboccioni e che di gente della mia età che sta ancora a casa perché gli pesa il culo effettivamente ce n’è e non è che bisogna dire di no. Il punto, però, è un altro. E cioè che quello che vive fuori casa fa una vita abbastanza di merda. A conti fatti l’unico vantaggio è di non dover fare sesso in macchina. Per il resto è una tragedia. Specie quando ti accorgi che la tua vita sociale è solo nel luogo di lavoro. Specie quando senti che tutti i tuoi amici vanno d’accordo con i loro colleghi ed essendo statisticamente molto improbabile che 25 amici – per dire – siano stati così fortunati, capisci che è sufficiente passare dieci ore al giorno nello stesso edificio con chiunque perché diventi tuo amico. E che poi magari quella persona, conosciuta al supermercato, l’avresti uccisa investendola con un carrello carico di Mastro Lindo. Il lavoro è il vero argomento inesauribile di conversazione. Hai voglia a dire “io non lavorerei mai nello stesso ufficio di mia moglie”. Di fatto sarebbe l’unico modo per avere sempre qualcosa di cui sparlare. La panacea contro le serate passate ad aspettare i Bellissimi di Retequattro. Il problema semmai sarebbe che a parlare sempre di lavoro finiresti con un esaurimento nervoso di tutto rispetto. Ma questa è un’altra storia.
Dicevo: ragionando sul fisiologico crollo di rapporti sociali che si accusa all’inizio della vita lavorativa, sono arrivato alla conclusione che il segreto è ottimizzare i tempi. Tanto in ufficio ci devi stare e non ci sono santi e madonne. Ma fuori... Beh, fuori sì che scatta l’ottimizzazione. Io per esempio, considerato che non aggiorno il blog da dieci giorni perché non ho più una vita, ho messo a punto un piccolo ed efficacissimo vademecum per riappropriarsi della propria socialità al di fuori del lavoro. E funziona! Infatti adesso ho finalmente trovato il tempo di scrivere. Vediamo nel dettaglio, come al solito andando in crescendo sulla rilevanza del suggerimento.
5) Trasferitevi in ufficio. E’ la cosa più ovvia da pensare. Dormendo in ufficio finalmente non dovrete più effettuare spostamenti per andare al lavoro. Però... No, in realtà questo punto non è valido. Nel senso: mettiamo che eliminando andata e ritorno dall’ufficio riusciste a guadagnare due ore. Per dare sfogo alla socialità comunque dovreste uscire dall’ufficio. E poi tornarci. Vanifichereste tutto. No, no...sarebbe tutto inutile. Quindi i punti diventano quattro.
4) Non passate dal bagno. Sembra un’eresia, ma l’astuzia dell’uomo a volte può lasciare stupefatti. Abolire la doccia e i vari lavaggi mattutini non è poi così difficile. Senza pregiudicare l’igiene, ovviamente. Prima di andare a dormire immergete il vostro pigiama in una bacinella contenente acqua e bagnoschiuma. Quindi, dopo averlo accuratamente inzuppato, indossatelo. Dopo aver collocato svariate stufe in direzione del vostro letto, andate a dormire. La mattina vi sveglierete asciutti e profumati. In breve: pronti per uscire di casa. Tempo guadagnato: un’ora. Controindicazione: se le stufe sono troppe, potreste sudare. In tal caso la mattina sarete costretti a lavarvi, vanificando il tutto.
3) Lasciatevi. Se siete tra i pochi eletti che sono riusciti a preservare una vita sentimentale, nonostante il lavoro, non c’è che dire: bravi! Ora potete anche lasciarvi. Rinunciare alla relazione e al sesso vi permette di risparmiare il cinema del mercoledì sera, l’uscita con trombata del sabato e le telefonate serali nel resto della settimana. Tempo guadagnato: 5x20 min. al telefono, 3h il cinema del mercoledì, 3h l’uscita del sabato, 10 min. la trombata del sabato (totale 7h e 50 min. a settimana. In media 1h e 8 min. circa al giorno). Controindicazioni: scordate il sesso.
2) Abolite i pasti. Avete capito bene: questo è un passaggio fondamentale. Eliminando pranzo e cena, guadagnate qualcosa come due ore di socialità al giorno. Per nutrirvi basterà acquistare una fornitura stagionale di flebo e nutrirsi durante il sonno, mentre si lavora o quando più vi piace. Io per esempio lo sto facendo adesso. Tempo guadagnato: 2 ore. Controindicazione: alla lunga potreste non avere più vene da bucare. Evitate quindi di estrarre l’ago a pasto consumato.
1) Letto verticale. Sembrerà strano, ma mettere in verticale il materasso vi aiuterà non poco a espandere la socialità. Intanto perché è scientificamente provato che a dormire in piedi ci si stanca. Così eviterete di dormire per sette o più ore, limitandovi a 4 oneste orette tutte di fila. E poi evitereste la fastidiosa fase dell’alzarsi dal letto che, dal suono della sveglia al primo piede nella ciabatta, dura almeno 20 minuti. Dormendo in piedi, basterà aprire gli occhi e iniziare a camminare. Tempo guadagnato: 3 ore e 20 minuti. Controindicazioni: cambiare le lenzuola con il materasso in verticale e più difficile e potrebbe farvi perdere qualcuna delle ore guadagnate.
Con il metodo Tantecarecose, dunque, avete risparmiato 7 ore e 28 minuti al giorno. E poi voi lavoratori vi lamentate che non avete tempo libero. Bamboccioni del cazzo.





