domenica, 29 aprile 2007
author: tantecarecose @ 23:09
category: laif is nau, questioni varie ed eventuali, il caso moccia
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Se fossi Bubka o Fiona May, ora me ne starei in pedana a chiedere l’applauso ritmato del pubblico, prima del secondo tentativo. Il punto non è tanto che non sono Bubka o Fiona May quanto che sto provando a chiedere l’applauso ritmato qui, nella mia camera, e non mi risponde nessuno. Mah... Comunque, dicevamo, domani ci riprovo. L’Ordine dei giornalisti chiama e io proverò a rispondere. Ovviamente insieme ad altre 699 persone che in questo momento, proprio come me, staranno pensando: “Ma vuoi mettere che adesso, su 700 persone, vanno a seccare proprio me?”. Io a ottobre lo pensavo e pensavo anche che la statistica che vuole un bocciato su quattro era poco più che uno spauracchio. Non senza orgoglio, sono stato cassato. I tre amici che avevano fatto il corso con me, no. Io ero il fottutissimo “uno su quattro”. Quindi domani, per iniziare, cercherò quelli che, a vista, hanno più probabilità di essere bocciati. Ne metterò insieme tre e spererò che la statistica, a ‘sto giro, freghi qualcun altro. In attesa del resoconto di quello che accadrà domani al famigerato Ergife, l’hotel nel quale il 90% della popolazione italiana si reca per concorsi vari e solo l’altro 10% per dormirci, faccio il punto dei temi preparati per la prova di domani:

 

 

Traccia di filosofia dello spettacolo

“Tutto scorre, specie in primavera. Il candidato illustri le differenze tra Panta rei e Marina Rei”

 

Traccia di economia scientifica

“Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera. Il candidato illustri la relazione tra l’allergia ai pollini, Marina Rei e le lobby dei produttori di antistaminici”

 

Traccia di letteratura musicale contemporanea

“Secondo alcuni scrittori, dietro la B dell’amica Isa B potrebbe nascondersi Babi, la fidanzata di Step. Il candidato si esprima su questa teoria complottistica e illustri le relazioni che intercorrono tra Babi, Step, l’amica Isa B, Marina Rei e Federico Moccia”

 

Traccia di grammatica condizionale linguistica

“Marina Rei, da cantante a semplice condizionale. Il candidato illustri la metamorfosi dell’artista, citando casi analoghi. Si ponga l’accento, inoltre, sull’interpretazione anglosassone della trasformazione artista-condizionale: il caso di Sonia Grey”

mercoledì, 25 aprile 2007

Morirò in una stazione di servizio. E’ praticamente sicuro. Non c’è notte che mi fermi a mettere benzina all’automatico senza avere la percezione netta che qualcuno stia per saltare fuori da un momento all’altro, pronto a spanzarmi. Sarà una mania di persecuzione, ma non è un caso che la mia macchina – in evidente combutta con il mio futuro assassino – rimanga a secco sistematicamente di notte. Che poi non è che questo voglia uccidermi “tanto per”. Non è nemmeno il classico omicidio per rapina. No: è evidentemente un omicidio per frustrazione di rapina.

 

Tipo che ci sono io che scendo dalla macchina e mi avvio verso la pompa per espletare le operazioni di rito. A un certo punto viene fuori il mariuolo che, come da copione, ha il giubbotto jeans dello stesso identico colore dei jeans e il coltello a serramanico, per un caso strano anch’esso del colore dei jeans. La lama del coltello però è ancora dentro. Lui aspetta di venire vicino a me e, indi, di premere il pratico pulsante che libera l’affilato ferro. E’ un gesto che mette sempre molta paura. In quella frazione di secondo, io spero che invece della lama venga fuori il pettine come nelle migliori sit-com. Invece viene fuori la lama, brandendo la quale, il mio futuro assassino mi chiede il cellulare e il portafoglio. Senza fare la benché minima resistenza glieli porgo. Guarda schifato il mio vecchissimo StarTac Motorola. Spera di rifarsi con i contanti ma deve – ahilui – constatare che è il portafoglio è vuoto. Mi insulta: “Capo, ma come cazzo volere mettere benzina”. Dimenticavo: ovviamente il mio carnefice è straniero, forse albanese a giudicare dal fatto che, frustrato, inizia a incularmi le borchie della macchina. “Scusa, eh? Ma hai un coltello... Minimo minacciami per avere le chiavi e fregati tutta la macchina... E’ più pratico che smontarla pezzo per pezzo...”. Ritrova della saggezza in quelle mie parole e così decide di minacciarmi per ricevere le chiavi che gli stavo già porgendo da qualche minuto. E’ allora che il killer dell’avvenire sale in macchina e va via. “E tu quando muori?”, vi chiederete voi. Beh, succede che quello che allo stato attuale delle cose è semplicemente un ladro arriva nel suo covo dove viene accolto da un boato di risate dei suoi complici, che lo sbeffeggiano per aver rubato una macchina ricoperta di merda di volatile. Quella sera riprendevo l’auto dopo averla lasciata per una settimana sotto un albero di uccelli migratori che per partire più leggeri aveva scaricato tutto quello che avevano. A quel punto, esasperato, il quasi assassino torna sul luogo del furto, mi trova ancora lì che medito sul come tornare a casa dall’altra parte di Roma e, accecato dalla furia per la nottata sfigata che gli ho fatto passare, si avventa su di me e infierisce sulle mie carni.

 

Ora: siccome, in ogni caso, macchina, cellulare e portafoglio li avrà lui, pubblico un pratico vademecum a uso e consumo di chi si imbattesse in cadaveri presso pompe di benzina. Tanto perché potrei essere io.

 

Come fare a scoprire che Tantecarecose è morto?

(Il quesito è ovviamente rivolto ai frequentatori del blog che non si siano mai imbattuti nella mia amabile personcina).

Dunque, intanto portate la salma a casa. Se avete un bar con il frigo per i gelati o un ampio congelatore sul balcone potete ibernare il corpo per evitare decomposizioni varie. In assenza di queste condizioni, stendete del cellophane sul pavimento per evitare che vi si incrosti il sangue, quindi cospargete il corpo della vittima di Arbre Magique per evitare il fetore. Consigliabile è la fragranza alla mela verde, soprattutto se desiderate levare di torno dei medici verdi. Quindi attendete per qualche giorno aggiornamenti sul blog. In mancanza di nuovi post provate a insultarmi, commentando qualche post precedente. Se dopo un mesetto il blog è ancora immobile, iniziate a considerare che il cadavere nel congelatore o sul pavimento del salotto potrei essere io. A quel punto, se avete amato Jim Morrison, Kurt Cobain e ‘sta gente qua, non collegatevi mai più al blog e continuate a vivere che con la convinzione che il vostro Tcc è morto perché schiacciato dal peso della società. Potete anche imbalsamare il corpo se siete amanti dei feticci. Importante: ricordate di non andare più sul blog. Qualora dovessi tornare a scrivere potreste scoprire di avere speso tempo e denaro per imbalsamare il corpo sbagliato.

 

Se invece siete colti dalla fastidiosa necessità di sbarazzarvi di una salma che potrebbe crearvi dei problemi, e di colpo non ve ne frega più una ceppa di sapere se il cadavere sia io oppure no, potete lasciare il corpo esanime in un cassonetto o, al più, riportarlo alla pompa di benzina nella quale l’avete trovato. Se invece siete così audaci da volere andare fino in fondo alla vostra indagine, giù, fino alla consapevolezza che il defunto Tantecarecose sia in casa con voi, non dovete fare altro che lavare il corpo, vestirlo in maniera improbabile - tipo con pantaloni a vita bassa e camicette a quadri a maniche corte molto hip hop - e andare in giro con la salma in stile “Week-end con il morto”. Importante: ricordate di collegare i vostri arti a quelli del corpo senza vita, in modo da armonizzare i suoi movimenti con i vostri. A quel punto piantonate casa di Simiele o la mia redazione in attesa che qualcuno saluti nella vostra direzione. Se le prime parole che vi rivolgono sono “Grandissimo”, “Evangelista CAIAZZA” o bestemmie varie, siete di fronte a qualche mio amico o collega che mi ha riconosciuto. Avete a questo punto la certezza che la salma in questione sia io e potete disporne come meglio credete. Importante: provvederò a lasciarvi l’indirizzo di Simiele e della redazione in punto di morte, scrivendolo con il sangue sull’asfalto della stazione di servizio. Se invece i miei amici non salutano il cadavere, significa che avete rimorchiato il morto sbagliato e che io mi sono rotto di scrivere cagate sul blog e ho finalmente comprato un’auto a pannelli solari.

venerdì, 20 aprile 2007
author: tantecarecose @ 01:15
category: momenti di vana gloria
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“Grazie al” o “per colpa del” fido R3, sono ormai schiavo del counter da blog. Qualora non ve ne siate accorti, scorrendo la pagina fino alla fine, vi imbatterete in una simpatica mappa del mondo. Bene, voi siete i pallini rossi. E’ tipo il “voi siete qui” che c’è nei centri commerciali, solo che è al contrario. E’ “loro sono là”. Partiamo dal fatto che se siete islandesi non potrete più mentire con frasi tipo “sono stato sul tuo blog ieri, proprio carino...”. L’assenza di pallini tra fiordi e geyser vi condannerebbe senza pietà. Detto questo, il fatto è che troppo divertente – oltre che troppo da maniaco voyeurista – starsene a guardare chi ti legge e con che frequenza.

 

Come ben capite dalla cartina, le vostre individualità di pallini rossi locali italiani sono state sacrificate alla divinità palla rossa sempre italiana e presto potreste addirittura fare tutti parte del dio unico pallone sempre rosso e sempre italiano. Non vi incazzate con me per la frustrazione dei vostri slanci egocentrici perché è colpa dell’Italia che è troppo piccola.

 

Ora, non è che qui si voglia fare un discorso tra lettori di serie A e B, ma se il centro Italia è tutto una palla enorme (non nel senso di noia mortale, né in quello di cazzata stratosferica) che si espande e ingloba anche il nord, io capisco che leggete ma non idea di chi siate. Solo Carla ha avuto i suoi giorni di gloria, con il suo pallino sul sud della Sardegna che cresceva giorno dopo giorno. Ha avuto, però. Perché tra un po’ sarà inglobata anche lei dal dio unico pallone sempre rosso e sempre italiano. E anche un po’ sardo. Ora, non è che qui si voglia fare un discorso tra lettori di serie A e B, si diceva, ma siete diventati un blob di vernice rossa che copre l’Italia. E io posso gioire solo della crescita della pallone.

 

Diverso è il discorso per il resto del mondo. Grazie alla fantastica inutilità che la nostra lingua svolge con fierezza nel pianeta, è curioso infatti vedere che sia finita qui gente di posti assurdi. Il pallino sulla Germania è grande ma so che è tutto della mia teutonica amica Steffi. Il che, semmai, conduce alla considerazione che Steffi non parli una parola che sia una di italiano e che, di conseguenza, finisca, sì, su queste pagine ma credo solo per accertare che io sia vivo. In Irlanda, Francia e Inghilterra qualche amico c’è o ci finisce tra viaggi e vacanze. Quindi regna l’ignoto ma lo stupore è contenuto. Ma oggi c’è stata l’illuminazione. E’ comparso il pallino a est della Germania, credo in Polonia, Ucraina o Bielorussia.

 

A-mi-co po-lac-co/u-crai-no/bie-lo-rus-so, co-me va? Ben-ve-nu-to sul mio blog!

(non parlando nessuna delle tre lingue, uso lo slow motion verbale tipico dell’italiano medio in vacanza all’estero)

 

Ma non è tutto. Guardo per sfizio le americhe e chi c’è? Lui! Il pallino rosso americano. Grande! Little red american ball!

 

Perciò, vi prego. Se viaggiate e portate con voi il computer, regalatemi cinque minuti e visitate il blog, tipo dal Sudafrica. O se siete ai piedi del Cristo redentore e cercate un internet point, regalatemi a bola vermelha do Brasil. Se avete amici all’estero, fateli collegare al sito. A loro non costa niente, ma può salvare una vita: quella del mio ego.

 

Dichiaro ufficialmente aperta la campagna “Cinque minuti per un pallino”

 

E-tu, a-mi-co po-lac-co, tor-na quan-do ti pa-re!

sabato, 14 aprile 2007
author: tantecarecose @ 16:38
category: la mia parte intollerante, il caso moccia
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Ciao_LampioneROMA - L'allarme era stato già lanciato qualche giorno fa: troppo peso, su quel lampione di Ponte Milvio che ospita, ormai da tempo, i celebri lucchetti dell'amore. E alla fine, oggi pomeriggio, il peggio è accaduto: il lampione è crollato. Sul posto, sono intervenuti i vigili del fuoco. (Fonte: Repubblica.it)

 

“Farò il pompiere” dicevano il piccolo drago Grisù e il piccolo Tantecarecose. Poi il drago Grisù è cresciuto e, come ogni esemplare della sua specie, ha iniziato a incenerire città e a fare la guardia a castelli incantati. Il piccolo Tantecarecose è cresciuto, ma sempre con questa voglia più o meno latente di fare il vigile del fuoco. Poi prendi altre strade, fai il giornalista, apri un blog, insulti Moccia, apri un quotidiano – apri un computer, trattandosi di quotidiano on-line – e di colpo ti accorgi che, dopo averlo aperto, il computer non funziona. Però ci sono i computer dei tuoi colleghi e, da lì, ti imbatti nella notizia che aspettavi da tempo. E che ti fa rinascere la voglia di correre sul quel ponte con i tuoi colleghi per evitare che il lampione agonizzante si abbatta con tutta la sua rabbia ferrosa su qualcuno. E mentre pensi questo pensi che:

 

Fdrceeio Moccia non è sostenuto solo dalle lobby delle ferramenta, degli avvocati divorzisti e degli Amici dell’Aloe (ved. post precedenti), ma anche da quella dei produttori di lampioni, che fanno pressione su di lui perché la questione dei lucchetti, come è evidente, ha dei risvolti pratici anche per loro. Feeiodrc Moccia, anzi, insulta i pompieri che accorrono per sistemare i pali. Una volta è stato visto mentre strappava i peli del naso a un peluche raffigurante il drago/pompiere Grisù. La reazione del drago gli è parsa così dignitosa e al tempo stesso rivoluzionaria che ha deciso di affidargli la parte del co-protagonista nel prossimo film. Il peluche di Grisù farà l’amico morigerato di Step. Manterrà il nome Grisù, che pare stia già diventando un cult tra i giovani. Alla notizia, Scamarcio ha replicato con la sua tipica espressione da duro. L’altro giorno Frdcoiee Moccia ha visto una ragazzina alla quale, per sfiga, sono cadute le chiavi di casa nel Tevere. Osservando con attenzione – durante la caduta libera – le dimensioni delle chiavi stesse, Foieercd Moccia l’ha stimata perché pensava avesse agganciato al palo di Ponte Milvio un lucchetto blindato di 2,50 x 1,60 metri. Fodereci Moccia l’ha scritturata per il prossimo film. Alla notizia, Laura Chiatti ha replicato: “Ma che davero davero? Che bello, sono troppo contenta!!! E comunque tra noi non ci sarà mai rivalità e saremo ottime amiche. Saluto tutti quelli che mi conoscono”. :-) P-) I protagonisti dei libri e dei film di Frioeedr Moccia riescono a fare le faccine anche parlando.

 

Giuro che questa potrebbe essere forse l’ultima volta nella quale non proverò a non insultare nuovamente Foderice Moccia.

lunedì, 09 aprile 2007
author: tantecarecose @ 15:50
category: tuttologo per ignoranti, amare considerazioni
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Diciamo la verità: il lunedì di Pasquetta, storicamente parlando, non è successo un cazzo di nulla. Secondo quel simpatico agglomerato di nonsense che è la religione cattolica è il giorno in cui si ricorda l'incontro dell'angelo con le donne accorse al sepolcro. Nulla, in pratica. O, quantomeno, nulla che meriti di essere festeggiato. Era una notifica di miracolo, mera burocrazia cattolica.

“Cercavamo il Cristo”

“E’ risorto”

“Benissimo, grazie mille”

“Arrivederci e buona giornata”

C’era quest’angelo tipo sportello informazioni che rimandava indietro tutte le donne che si recavano al sepolcro. Il che, peraltro, ci porta a sottolineare che nessun uomo accorse sul luogo della resurrezione, chiaro sintomo di un’inclinazione al trasporto emozionale che da sempre attanaglia il gentil sesso e che resta sconosciuta al nostro universo di peli sulla schiena. E, d’altra parte, all’epoca, non essendo ancora stata istituita la Pasqua, il campionato di calcio si giocava regolarmente la domenica, i giornali il lunedì uscivano e quindi il Post-ressurrection Day cadeva nel giorno tradizionalmente dedicato al controllo dei risultati del fantacalcio. Tornando a bomba, come diceva Enrico Fermi, il problema è che si è deciso di festeggiare un giorno privo di qualsiasi significato e di chiamarlo orribilmente con un diminutivo. Allora perché non festeggiare anche il Natalino o il Ferragostuccio? Basta fare un giro su wikipedia per capire la poca sensatezza del lunedì dell’angelo (vero nome della festività, Pasquetta è solo un nome d’arte):

 

“Il lunedì dell'Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme a parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto”.

 

Capito? Una festa cattolica che trova la sua definizione in un uso sociale. Ma ciò che è peggio è che, continuando a leggere, si apprende che:

 

“Una interpretazione di questa tradizione (quella del pic-nic di cui sopra) potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme”.

 

NOOO! Pensate che culo. Si fa il fuoriporta solo perché Cristo è apparso a due che erano in viaggio. Immaginate come avremmo festeggiato se Cristo fosse apparso a John e Lorena Bobbit nel bel mezzo della loro lite coniugale. E senza scomodare casi limite di questo tipo, se Gesù si fosse palesato a due macellai, avremmo passato la Pasquetta a squartare mammiferi e ovipari? E se fosse apparso a due idraulici?

“Tu cos’hai organizzato per domani?”

“Mah, vengono a trovarmi Matteo, Carmen e Alfredo così rifacciamo le tubature del bagno”

 

Certo, fosse apparso a due che trombavano ci avrebbe detto meglio, ma in quel caso lo stress per i preparativi della giornata sarebbe stato molto maggiore.

sabato, 07 aprile 2007

FlorisTantecarecose 

 

Prima serata di Raitre. C’è Ballarò, ma nell’edizione del 2015. Floris, ancora al timone, dedica la puntata a uno scottante faccia in faccia. In studio, Tantecarecose. Parte la copertina di Maurizio Crozza, poi Floris prende in pugno la situazione.

 

Floris: Allora, Tantecarecose, facciamo un suo breve ritratto per chi ancora non la conosce. Lei è un giornalista fallito, uno scrittore fallito, un dj fallito. Insomma, è un fallito in tutto fuorché nel campo dei fallimenti, nel quale è indiscutibilmente il migliore.

Tcc: Beh, pensi che ho provato anche a suicidarmi e non ci sono riuscito.

Floris: Ahaahaah... L’umorismo vedo che non le manca, nonostante la situazione...

Tcc: Vede, Floris, purtroppo è stato l’umorismo a portarmi fino a qui. Nel bene e nel male è stato per colpa o grazie all’ironia che sono arrivato dove sono arrivato.

Floris: E dove è arrivato Tantecarecose, secondo Tantecarecose?

Tcc: Per il momento a Ballarò... Poi chissà...

Floris: Vive al presente...

Tcc: Sempre, lo facevo anche ai tempi del blog.

Floris: Già. Ora che cita il blog, facciamo un breve riassunto di quello che è successo.

Tcc: Nel lontano 30 marzo 2007 andai con il mio amico Simiele...

Floris: ...ricordiamo: il giornalista di “Rock e dintorni” morto di cirrosi epatica tre anni fa...

Tcc: ...esatto, proprio lui. Dicevo: andai con Simiele al Piper, a Roma, a vedere il concerto dei Rio, un gruppo che in quel periodo provava a muovere i primi passi nella musica. Beh, l’esperienza fu musicalmente trascurabile...

Floris: Solo musicalmente, però...

Tcc: Sì, il contorno mi aveva lasciato senza parole, al punto che, tornato a casa, scrissi sul blog le sensazioni di quella serata.

Floris: E poi?

Tcc: Il mio post fece il giro del web, arrivò anche sui banchi di scuola dei fan dei Rio e da allora, beh, il resto è storia recente.

Floris: Ed è la storia di un resoconto che solleva un polverone al punto che lei è stato costretto a chiedere una scorta di quattro uomini al ministero dell’Interno, mentre i suoi famigliari venivano trasferiti in una località segreta e sottoposti a un programma di massima segretezza. Tra l’altro è notizia di queste ore che il Viminale ha accolto la sua richiesta.

Tcc: Già.

Floris: E, come vedo, va in giro armato.

Tcc: Sa, Floris, bisogna essere in grado di difendersi in queste situazioni. E, se mi permette, volevo aggiungere un dettaglio.

Floris: Prego.

Tcc: I commenti a quel post hanno rovinato la mia famiglia. Mio padre è andato via di casa dopo aver scoperto che mia madre arrotondava a modo suo il bilancio della famiglia. E mia madre, che non riusciva a riprendersi, ha trovato conforto nelle parole di Don Giulio, con il quale vive attualmente.

Floris: Tcc, lei ha mai paura?

Tcc: Ora non più. Ma la vampata di ira di quella notte maledetta rimarrà per sempre nella mia mente... Mi scusi, sono molto emozionato...

Floris: Si figuri, posso capire... Se la sente di raccontare cosa successe?

Tcc: Certo, la gente ha il diritto di sapere. La vampata di rabbia dei fan dei Rio assunse prima i connotati dell’offesa violenta e gratuita, quindi si trasformò in azioni dimostrative. Trovai il garage di casa mia inondato di margarita e dal soffitto penzolava il mio povero cane, orribilmente impiccato con un’amaca.

Floris: Un codice?

Tcc: Penso proprio di sì. Ma non è tutto. Qualche giorno dopo trovai sul pianerottolo di casa un fantoccio che mi raffigurava, con dei bengala...sì, insomma, infilati nel sedere...

Floris: Dei bengala nel culo???

Tcc: Floris!!!

Floris: Ha ragione, scusi... Chiedo scusa anche ai telespettatori ma è difficile non lasciarsi trasportare da questa storia che ha davvero dell’incredibile.

Tcc: E ancora santini dei Rio ovunque e telefonate anonime.

Floris: Cosa le dicevano?

Tcc: Strega comanda colore

Floris: Un altro codice?

Tcc: Magari... Ma l’esperienza più terribile è stata quando, citando “Il Padrino”, decisero di farmi trovare una testa insanguinata ai piedi del letto. Il problema è che scelsero una riproduzione 1:1 della testa di Marco Ligabue. Il risultato fu un letto sfondato e due costole fratturate per me che rimasi intrappolato sotto quel capoccione.

Floris: Ma di cosa l’accusavano i fan?

Tcc: Di essere stato offensivo.

Floris: Ed è vero?

Tcc: Mah... E comunque ‘sti cazzi... Ops, scusi...

Floris: Si figuri, ha fatto 1-1. Non crede sia questo l’atteggiamento contestato?

Tcc: Sicuramente lo è ma fa parte di un tipo di estremizzazione ben nota a chi è abituato a leggere. Libri, giornali, qualsiasi cosa. Vede Floris, se scrivo “una ragazza che pesa 800 chili” è evidente che stia estremizzando il concetto di “ragazza grassa”. Ma se sei grassa e io lo scrivo, mica ti puoi incaz...ehm, arrabbiare! E lo stesso vale per i brufoli e per il macrocefalo.

Floris: Macrocefalo?

Tcc: Sì, c’era questo chitarrista che aveva la testa enorme e loro minacciavano querele perché io l’avevo offeso. Ma si rende conto? Hanno preso macrocefalo per un’offesa. E’ italiano, Cristo... Basta aprire un dizionario per capire che macrocefalo significa  “dal cranio molto sviluppato”. Se MLigabue ce l’ha mica si può incaz... ehm, adirare!

Floris: Generazione Moccia?

Tcc: Peggio. Hanno capito che il lucchetto dovevano metterlo al libro, così non sono riusciti a finire di leggere nemmeno quello.

Floris: E che mi dice dei boyscout?

Tcc: E’ il più grande gruppo giovanile del mondo, fondato nel 1907 da Lord Baden-Powell ed introdotto in Italia nel 1910 da Sir Francis Vane. Fu adottato pensando ai ragazzi e ai molteplici orizzonti che essi potevano scoprire. Loro patrono è San Giorgio.

Floris: Non quegli scout. Quelli di cui parlava lei...

Tcc: Nooo, Floris, per carità non faccia questa associazione. Domani potrebbe trovarsi l’e-mail di Ballarò intasata di commenti offensivi.

Floris: E i suoi come hanno preso questo storia?

Tcc: Ma, come le dicevo non benissimo, inizialmente. Anche se poi un tornaconto c’è stato. Mia madre, grazie ai numerosi suggerimenti, ha brevettato la pippa in ginocchio e da allora guadagna il triplo. Grazie anche a Don Giulio e alle sue ampie vedute.

Floris: E dopo questa intervista cosa prevede?

Tcc: Per quel che mi riguarda domani intaserò il mio blog di insulti a me stesso per essermi offeso più volte nel corso della nostra cordiale chiacchierata. E senza conoscermi peraltro.

Floris: E i ragazzini?

Tcc: Nooo, Floris, per carità non li chiami ragazzini. Io credevo fossero ragazzini, ma c’era di mezzo pure gente di trent’anni... E comunque, trincerandosi dietro frasi tipo “con te non vale nemmeno la pena di parlare”, continueranno a insultarmi come fanno ormai da anni.

Floris: Ma scopare, no, eh?

Tcc: Floris, si contenga. E comunque è quello che penso anch’io. Questi smanettano sul forum dei Rio tutto il giorno e poi danno del pippaiolo a me che sto sul mio blog un paio di volte a settimana...

Floris: Così ha più tempo per le pippe...

Tcc: Floris, il suo umorismo è sempre tagliente.

Floris: Perché sorride?

Tcc: Penso all’ipocrisia che c’è dietro a quei commenti. Vede, Floris, se fossero capitati su questo blog per caso e avessero letto lo stesso identico post dedicato ai fan – che so? – dei Milli Vanilli, pensa che avrebbero fatto lo stesso sfoggio di moralismo da discount per difendere il bene nel mondo dalle pericolosissime insidie della mia stronzaggine? Neanche per sogno. Avrebbero riso, Floris. Questa è la realtà.

Floris: Si incaz... ehm, si infuriano perché tocchi idoli che adorano senza facoltà critica?

Tcc: L’ha detto lei, Floris. Per le querele scrivere a Ballarò. Grazie.

 

 

 

(Grazie all’inconsapevole Katana per la dritta degli omini di South Park)

martedì, 03 aprile 2007
author: tantecarecose @ 00:58
category: perle
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Non comprerò mai una gomma da masticare che fa scorreggiare uno scoiattolo così tanto da fargli ibernare una città intera. Temo gli effetti su un uomo medio di 1,75 cm.

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