
Prima serata di Raitre. C’è Ballarò, ma nell’edizione del 2015. Floris, ancora al timone, dedica la puntata a uno scottante faccia in faccia. In studio, Tantecarecose. Parte la copertina di Maurizio Crozza, poi Floris prende in pugno la situazione.
Floris: Allora, Tantecarecose, facciamo un suo breve ritratto per chi ancora non la conosce. Lei è un giornalista fallito, uno scrittore fallito, un dj fallito. Insomma, è un fallito in tutto fuorché nel campo dei fallimenti, nel quale è indiscutibilmente il migliore.
Tcc: Beh, pensi che ho provato anche a suicidarmi e non ci sono riuscito.
Floris: Ahaahaah... L’umorismo vedo che non le manca, nonostante la situazione...
Tcc: Vede, Floris, purtroppo è stato l’umorismo a portarmi fino a qui. Nel bene e nel male è stato per colpa o grazie all’ironia che sono arrivato dove sono arrivato.
Floris: E dove è arrivato Tantecarecose, secondo Tantecarecose?
Tcc: Per il momento a Ballarò... Poi chissà...
Floris: Vive al presente...
Tcc: Sempre, lo facevo anche ai tempi del blog.
Floris: Già. Ora che cita il blog, facciamo un breve riassunto di quello che è successo.
Tcc: Nel lontano 30 marzo 2007 andai con il mio amico Simiele...
Floris: ...ricordiamo: il giornalista di “Rock e dintorni” morto di cirrosi epatica tre anni fa...
Tcc: ...esatto, proprio lui. Dicevo: andai con Simiele al Piper, a Roma, a vedere il concerto dei Rio, un gruppo che in quel periodo provava a muovere i primi passi nella musica. Beh, l’esperienza fu musicalmente trascurabile...
Floris: Solo musicalmente, però...
Tcc: Sì, il contorno mi aveva lasciato senza parole, al punto che, tornato a casa, scrissi sul blog le sensazioni di quella serata.
Floris: E poi?
Tcc: Il mio post fece il giro del web, arrivò anche sui banchi di scuola dei fan dei Rio e da allora, beh, il resto è storia recente.
Floris: Ed è la storia di un resoconto che solleva un polverone al punto che lei è stato costretto a chiedere una scorta di quattro uomini al ministero dell’Interno, mentre i suoi famigliari venivano trasferiti in una località segreta e sottoposti a un programma di massima segretezza. Tra l’altro è notizia di queste ore che il Viminale ha accolto la sua richiesta.
Tcc: Già.
Floris: E, come vedo, va in giro armato.
Tcc: Sa, Floris, bisogna essere in grado di difendersi in queste situazioni. E, se mi permette, volevo aggiungere un dettaglio.
Floris: Prego.
Tcc: I commenti a quel post hanno rovinato la mia famiglia. Mio padre è andato via di casa dopo aver scoperto che mia madre arrotondava a modo suo il bilancio della famiglia. E mia madre, che non riusciva a riprendersi, ha trovato conforto nelle parole di Don Giulio, con il quale vive attualmente.
Floris: Tcc, lei ha mai paura?
Tcc: Ora non più. Ma la vampata di ira di quella notte maledetta rimarrà per sempre nella mia mente... Mi scusi, sono molto emozionato...
Floris: Si figuri, posso capire... Se la sente di raccontare cosa successe?
Tcc: Certo, la gente ha il diritto di sapere. La vampata di rabbia dei fan dei Rio assunse prima i connotati dell’offesa violenta e gratuita, quindi si trasformò in azioni dimostrative. Trovai il garage di casa mia inondato di margarita e dal soffitto penzolava il mio povero cane, orribilmente impiccato con un’amaca.
Floris: Un codice?
Tcc: Penso proprio di sì. Ma non è tutto. Qualche giorno dopo trovai sul pianerottolo di casa un fantoccio che mi raffigurava, con dei bengala...sì, insomma, infilati nel sedere...
Floris: Dei bengala nel culo???
Tcc: Floris!!!
Floris: Ha ragione, scusi... Chiedo scusa anche ai telespettatori ma è difficile non lasciarsi trasportare da questa storia che ha davvero dell’incredibile.
Tcc: E ancora santini dei Rio ovunque e telefonate anonime.
Floris: Cosa le dicevano?
Tcc: Strega comanda colore
Floris: Un altro codice?
Tcc: Magari... Ma l’esperienza più terribile è stata quando, citando “Il Padrino”, decisero di farmi trovare una testa insanguinata ai piedi del letto. Il problema è che scelsero una riproduzione 1:1 della testa di Marco Ligabue. Il risultato fu un letto sfondato e due costole fratturate per me che rimasi intrappolato sotto quel capoccione.
Floris: Ma di cosa l’accusavano i fan?
Tcc: Di essere stato offensivo.
Floris: Ed è vero?
Tcc: Mah... E comunque ‘sti cazzi... Ops, scusi...
Floris: Si figuri, ha fatto 1-1. Non crede sia questo l’atteggiamento contestato?
Tcc: Sicuramente lo è ma fa parte di un tipo di estremizzazione ben nota a chi è abituato a leggere. Libri, giornali, qualsiasi cosa. Vede Floris, se scrivo “una ragazza che pesa 800 chili” è evidente che stia estremizzando il concetto di “ragazza grassa”. Ma se sei grassa e io lo scrivo, mica ti puoi incaz...ehm, arrabbiare! E lo stesso vale per i brufoli e per il macrocefalo.
Floris: Macrocefalo?
Tcc: Sì, c’era questo chitarrista che aveva la testa enorme e loro minacciavano querele perché io l’avevo offeso. Ma si rende conto? Hanno preso macrocefalo per un’offesa. E’ italiano, Cristo... Basta aprire un dizionario per capire che macrocefalo significa “dal cranio molto sviluppato”. Se MLigabue ce l’ha mica si può incaz... ehm, adirare!
Floris: Generazione Moccia?
Tcc: Peggio. Hanno capito che il lucchetto dovevano metterlo al libro, così non sono riusciti a finire di leggere nemmeno quello.
Floris: E che mi dice dei boyscout?
Tcc: E’ il più grande gruppo giovanile del mondo, fondato nel 1907 da Lord Baden-Powell ed introdotto in Italia nel 1910 da Sir Francis Vane. Fu adottato pensando ai ragazzi e ai molteplici orizzonti che essi potevano scoprire. Loro patrono è San Giorgio.
Floris: Non quegli scout. Quelli di cui parlava lei...
Tcc: Nooo, Floris, per carità non faccia questa associazione. Domani potrebbe trovarsi l’e-mail di Ballarò intasata di commenti offensivi.
Floris: E i suoi come hanno preso questo storia?
Tcc: Ma, come le dicevo non benissimo, inizialmente. Anche se poi un tornaconto c’è stato. Mia madre, grazie ai numerosi suggerimenti, ha brevettato la pippa in ginocchio e da allora guadagna il triplo. Grazie anche a Don Giulio e alle sue ampie vedute.
Floris: E dopo questa intervista cosa prevede?
Tcc: Per quel che mi riguarda domani intaserò il mio blog di insulti a me stesso per essermi offeso più volte nel corso della nostra cordiale chiacchierata. E senza conoscermi peraltro.
Floris: E i ragazzini?
Tcc: Nooo, Floris, per carità non li chiami ragazzini. Io credevo fossero ragazzini, ma c’era di mezzo pure gente di trent’anni... E comunque, trincerandosi dietro frasi tipo “con te non vale nemmeno la pena di parlare”, continueranno a insultarmi come fanno ormai da anni.
Floris: Ma scopare, no, eh?
Tcc: Floris, si contenga. E comunque è quello che penso anch’io. Questi smanettano sul forum dei Rio tutto il giorno e poi danno del pippaiolo a me che sto sul mio blog un paio di volte a settimana...
Floris: Così ha più tempo per le pippe...
Tcc: Floris, il suo umorismo è sempre tagliente.
Floris: Perché sorride?
Tcc: Penso all’ipocrisia che c’è dietro a quei commenti. Vede, Floris, se fossero capitati su questo blog per caso e avessero letto lo stesso identico post dedicato ai fan – che so? – dei Milli Vanilli, pensa che avrebbero fatto lo stesso sfoggio di moralismo da discount per difendere il bene nel mondo dalle pericolosissime insidie della mia stronzaggine? Neanche per sogno. Avrebbero riso, Floris. Questa è la realtà.
Floris: Si incaz... ehm, si infuriano perché tocchi idoli che adorano senza facoltà critica?
Tcc: L’ha detto lei, Floris. Per le querele scrivere a Ballarò. Grazie.
(Grazie all’inconsapevole Katana per la dritta degli omini di South Park)